domenica 7 febbraio 2010

A SOSTEGNO DEI LAVORATORI IGS-RIVA


Domenica 7 febbraio i Consiglieri Comunali Grillanda Stefano e Peverati Leonardo, a nome di tutto il gruppo Consigliare "Voce ai Cittadini" hanno visitato il presidio dei lavoratori dell'azienda di Ruina Igs-Riva, da parecchi mesi in grave crisi economica.
Ai lavoratori è andato tutto il sostegno morale del gruppo per il difficile momento che stanno attraversando.

giovedì 17 dicembre 2009

AUGURI DI BUON NATALE E FELICE 2010


Rivolgiamo a tutti i cittadini del Comune di Berra i nostri più sinceri auguri di Buon Natale e felice 2010

Stefano, Claudio, Loreno, Fabio, Raffaele, Leonardo, Elisa, Mariella, Davis, Luca, Lorena, Andrea, Dario, Alberto, Ever, Linda, Silvano

sabato 12 dicembre 2009

"FRANCAMENTE ME NE INFISCHIO"


Copiando la famosa fase dell'altrettanto famoso film via col vento, questa è stata la risposta del sindaco del Comune di Berra ai due interventi che seguono, presentati al Consiglio Comunale di questa mattina 12 dicembre 2009.

Al Presidente del Consiglio Comunale
del Comune di Berra
Al Consiglio Comunale di Berra
Cari Colleghi,
Gentile Presidente,
vi scrivo questa comunicazione, per i seguenti due semplici motivi:
• Chiarimento e dichiarazione in merito al punto 6 : Elezione dei consiglieri comunali di spettanza del Comune di Berra, nel Consiglio dell’Unione dei comuni del copparese;
• impossibilità di essere presente al consiglio comunale odierno;
Con riferimento alla nomina voglio ricordare che la nomina spetta come indicato, al consiglio comunale ma, come suggerito in una precedente seduta dal Presidente Avv. Zaghini, redarguendo il sottoscritto, ci sono delle situazioni in cui esistono regole di partito, logiche di parte. Ecco questo è uno di quei casi. Il partito di maggioranza della coalizione Sviluppo e Solidarietà (Partito Democratico), partito di cui faccio ancora parte, partito di centro-sinistra nella sua sede istituzionale locale (Direzione Comunale) ha chiesto da settimane una discussione sul metodo di indicazione dei propri rappresentanti in seno ad una istituzione importante e nuova quale l’Unione dei Comuni del Copparese. Ma di questa richiesta qualcuno se ne è fregato. Mi chiedo allora quando vale la logica di partito e quando invece no? Spesso in questo consesso si menziona e biasima “un piccolo uomo che si sente super e che pensa di aver diritto di scegliere e fare ciò che gli pare”. Ecco in questo caso mi pare si tratti dello stesso atteggiamento usato dal nostro Sindaco. Bisogna ratificare le Sue scelte prese in solitudine o per saldare precedenti debiti personali. Qui si violano le logiche di partito e della democrazia in un sol colpo. Non si vuole consentire neppure la discussione interna.
Oggi cari Colleghi per la prima volta, non posso, e mi dispiace, essere presente al consiglio comunale. Precedenti impegni familiari mi impediscono di compiere il mio servizio civico. E’ questo di cui si tratta, del servizio civico che i consiglieri comunali fanno per il bene comune, sacrificando tempo ed impegnando energie. Dalla lettura attenta dell’ordine del giorno non mi pare si ravvisi tra gli argomenti una eccezionalità, una straordinarietà, una urgenza che richieda la convocazione del consiglio comunale di sabato mattina ad ora di pranzo! Mi pare si tratti di una presa di posizione, di una scelta egoistica individuale non condivisa o motivata, insomma di un capriccio! Esistono delle semplici regole: il buon senso, la capacità di gestione delle risorse umane, il lavoro in team, il rispetto, il bon ton, …ect Ecco semplici regoline che sono il succo della convivenza civica di questa assemblea e della vita. Qui, con la scelta odierna, mi pare si sia passato il segno. Chiedo nuovamente e senza polemica alcuna, che il consiglio comunale venga gestito con queste regoline. E’ molto? A me ed a tanti non pare.
Per concludere voglio fare i migliori auguri di buon lavoro ai colleghi che saranno eletti, riconoscendo fin da ora in loro, maggioranza e minoranza, i rappresentanti legittimi di tutta la nostra cittadinanza in seno al nuovo consiglio.
Grazie e buon lavoro.
Simone dott. Grandi - Consigliere di Sviluppo e Solidarietà



a seguire:



Berra lì 12 12 2009


Al Consiglio Comunale
Del Comune di Berra


Egregi colleghi Consiglieri, ci risiamo, ancora una volta devo trattare i termini della convocazione del Consiglio Comunale, speravo sinceramente di accantonare una sterile polemica che, è fuor di dubbio, che riguarda principalmente il Sindaco ed il sottoscritto. Se Grillanda propone di continuare con le convocazioni alle ore 21:00, il sindaco ribatte convocando alle 18:30, se Grillanda cerca di mediare almeno per le 19:30, il sindaco per tutta risposta convoca alle 11:30 del sabato mattina un Consiglio Comunale con nove, dico nove punti all’ordine del giorno, prendendo in giro non solo Grillanda, che lo può anche accettare o mettere in conto, ma prendendo in giro tutto il Consiglio Comunale e le figure professionali che lavorano attorno al Consiglio stesso.
Vi invito colleghi consiglieri a sfogliare la convocazione ed a cercare di individuare quale fra i nove punti in programma ha quel carattere di urgenza che impediva di convocare la seduta ieri sera o lunedì prossimo in un orario, quantomeno decente.
Sedici consiglieri, un vigile urbano, un segretario comunale, stanno pagando i capricci di chi antepone l’antipatia personale all’importante incarico che è stato chiamato a svolgere per la comunità Berrese.
Oggi le persone che siedono in questo Consiglio, vengono private del diritto di pranzare con la propria famiglia, con la propria moglie o marito, con i propri figli o con i propri genitori, in uno dei due giorni settimanali, normalmente non lavorativi, ci fosse un carattere d’urgenza credo che a nessuno peserebbe, tutti ci siamo impegnati per sedere in questo consiglio, con il proposito di portare migliorie al nostro Comune, ma mi ripeto, oggi non vi viene chiesto questo sacrificio per motivi d’urgenza, oggi questo sacrificio vi viene chiesto semplicemente per l’antipatia e la mancanza di stima che il sindaco prova per la mia persona, sentimenti comunque ricambiati da parte mia, ma che non mi sognerei di far pesare a terzi.
Dobbiamo renderci conto e io l’ho già fatto, che non basta essere avvocato, conoscere più o meno a memoria il regolamento comunale o la Costituzione Italiana, non è sufficiente citare gli articoli del T.U.E.L a mena dito per essere un buon Presidente del Consiglio Comunale, bisogna avere delle doti innate o acquisirle e farle proprie nel corso della propria vita, normalmente vi si arriva attorno ai 18-20 anni, 32 mi sembrano sinceramente troppi.
Non parlo di doti difficili da acquisire, sono requisiti che per la maggior parte di noi sono, oserei dire scontate, parlo di rispetto per gli altri, di capacità di mediazione, della consapevolezza di essere un sindaco al sevizio di tutta la propria comunità sia essa politicamente vicina al suo pensiero che diametralmente opposta, la quale non richiede di essere condivisa, ma rispettata si sicuramente.
Non nego e l’ho ribadito anche qualche istante fa, di non nutrire una particolare simpatia per la persona che oggi ricopre la carica di sindaco, ma ho cercato di andare oltre, ho proposto una mediazione sugli orari di convocazione per rispettare il lavoro di tutti, consiglieri e cittadini, politicamente parlando andando contro ad ogni logica politica mi sono astenuto ed ho fatto astenere il mio gruppo sulla votazione riguardante l’assestamento di bilancio, come dichiarato anche nella dichiarazione di voto per cercare di essere collaborativi con l’attuale Giunta Comunale, abbiamo dato disponibilità a rimandare la discussione su di un O.d.G. perché non tutti i consiglieri erano riusciti a leggerlo, anche questo da intendersi come segnale di apertura e collaborazione, mi ero anche impegnato personalmente alcuni mesi fa per mettere in evidenza al Ministero degli Interni la richiesta del sindaco in merito al finanziamento di circa 20000 euro per ampliare la futura video sorveglianza del nostro territorio, disponibilità e collaborazione credo che da parte mia e del mio gruppo ve ne sia stata anche troppa in 5 mesi di amministrazione.
Ora chiedo che questa disponibilità venga in qualche modo ricambiata, non chiedo di condividere pubblicamente in questa seduta le mie considerazioni, perché sono sicuro e concordo sul fatto che un gruppo sia unito di fronte al suo rappresentante, ma sono altrettanto sicuro che la scelta di questa convocazione, quantomeno anomala, non sia stata accettata di buon grado da una buona parte dei consiglieri di maggioranza, chiedo quindi che all’interno del gruppo di maggioranza e qua faccio appello al collega Capogruppo Pozzati, venga discussa la possibilità di modificare l’attuale normativa comunale e che si consideri il fatto di nominare un presidente del Consiglio Comunale diverso dal sindaco.
Sono convinto che tante persone che siedono nei banchi della maggioranza abbiano le caratteristiche necessarie per svolgere al meglio questo incarico, sono altresì convinto che il sindaco abbia la dignità per mettere in discussione questa mia proposta, al fine di rendere produttive le sedute del nostro Consiglio Comunale.


Grillanda Stefano
Capogruppo
Voce ai Cittadini

Cons. Comunale Peverati Leonardo
Cons. Comunale Galli Fabio
Cons. Comunale Beghelli Dario


FRANCAMENTE ME NE INFISCHIO, questo è stato il commento del sindaco Avv. Eric Zaghini

Ci asteniamo dal commentare perchè il sindaco ancora una volta si commenta da solo...

martedì 17 novembre 2009

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE (25 NOVEMBRE 2009)


Il 25 novembre è stata proclamata Giornata Internazionale contro la violenza alle Donne. Si tratta di un'occasione importante per ribadire una scelta di progresso e per discutere approfonditamente della realtà di oggi. Per farlo, l'amministrazione comunale di Berra ha convocato un consiglio comunale straordinario per il prossimo 24 novembre. Il civico consesso si riunirà presso il teatro comunale di Serravalle, a partire dalla ore 9.30. Sono state invitate anche personalità non solo a livello territoriale,ed al momento hanno già aderito il consigliere provinciale Alberto Astolfi e l'assessore alla pari opportunità della Provincia, Caterina Ferri .

Fonte: serravalleweb.com

domenica 15 novembre 2009

La minoranza all' attacco del sindaco



la Nuova Ferrara — 12 novembre 2009 pagina 25 sezione: PROVINCIA

BERRA. La recente intervista rilasciata dal sindaco Eric Zaghini alla Nuova, non è passata inosservata ed il gruppo di minoranza Voce ai Cittadini replica. «Stupisce leggere i contenuti - dice Stefano Grillanda - chi non abita nel nostro comune avrà apprezzato l’operato del sindaco che, in soli 5 mesi, è riuscito a risolvere i problemi; impressione diversa deve essere stata quella dei residenti nel Comune. Ampio spazio è stato riservato a sicurezza e criminalità, problema per niente risolto, visto che anche nelle ultime settimane a Serravalle hanno continuato a verificarsi furti. La soluzione di installare 5 telecamere che il sindaco impropriamente fa sua, è in realtà una delibera della precedente giunta. Stesso discorso - si legge, tra l’altro, nella nota - vale per la ristrutturazione degli immobili comunali, dove l’unico “merito” del sindaco è quello di trovarsi sindaco nel momento in cui una delibera veniva finanziata. Ci risulta poi difficile capire cosa il sindaco intenda per investimenti sul piano stradale - prosegue Grillanda - non notiamo asfaltature che non siano della precedente amministrazione o da altri enti; notiamo qualche rifacimento di segnaletica orizzontale, che riteniamo normale manutenzione, non investimenti. Il sindaco - prosegue la nota - sostiene di risparmiare sui permessi dei 4 assessori; evita però di dire che convoca i consigli comunali alle 18 costringendo un numero ben più alto di consiglieri comunali a richiedere il permesso al datore di lavoro, che viene pagato dal Comune». (d.m.)

mercoledì 4 novembre 2009

Strasburgo, no al crocifisso in aula.Il governo italiano presenta ricorso




Dura reazione della Santa Sede: decisione "miope e sbagliata"


ROMA - La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è "una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni". E' quanto ha stabilito oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo su istanza presentata da una cittadina italiana. Ma il governo italiano ha presentato ricorso e, in caso di accoglimento, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera. Altrimenti la sentenza diventerà definitiva fra tre mesi. Durissime le prime reazioni, soprattutto nel centrodestra tra i cattolici. La Cei e il Vaticano attaccano. Prudente Bersani.

Risarcimento per la donna che ha denunciato. Il caso era stato sollevato da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia e socia dell'Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti). L'Unione precisa di aver "promosso, sostenuto, curato tecnicamente l'iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato". Soile Lautsi, infatti, nel 2002 aveva chiesto all'istituto statale "Vittorino da Feltre" di Abano Terme, in provincia di Padova, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocifissi dalle aule. A nulla erano valsi i suoi ricorsi davanti ai tribunali in Italia. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione, stabilendo inoltre che il governo italiano debba pagare alla donna un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. La sentenza è la prima in assoluto in materia di esposizione dei simboli religiosi nelle aule scolastiche.


La decisione della Corte europea. I sette componenti della Corte europea hanno sentenziato che la presenza dei crocifissi nelle aule può facilmente essere interpretata dai ragazzi di ogni età come un evidente "segno religioso" e, dunque, potrebbe condizionarli. E se questo condizionamento può essere di "incoraggiamento" per i bambini già cattolici, può invece "disturbare" quelli di altre religioni o gli atei.

Le reazioni della maggioranza. In attesa che vengano depositate le motivazioni della sentenza, il governo italiano ha già presentato ricorso. Per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, "la presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione". Sulla stessa linea il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli e quello della Giustizia Angelino Alfano. E' critico il presidente della Camera Gianfranco Fini: "Mi auguro che la sentenza non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle istituzioni, che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del Cristianesimo nella società e nella identità italiana".

L'opposizione. E' cauto il neosegretario del Pd Pier Luigi Bersani: "Un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto". E l'esponente Udc Rocco Buttiglione parla di "decisione aberrante".

Il mondo cattolico. Netta anche la reazione della Cei, che in una nota parla di "sopravvento di una visione parziale e ideologica". Per l'Osservatore Romano "tra tutti i simboli quotidianamente percepiti dai giovani la sentenza colpisce quello che più rappresenta una grande tradizione, non solo religiosa, del continente europeo'. E in serata, a nome della Santa Sede, parla padre Federico Lombardi, secondo cui la decisione rivela un'ottica "miope e sbagliata", "accolta in Vaticano con stupore e rammarico. Stupisce che una Corte europea intervenga pesantemente in una materia molto profondamente legata all'identità storica, culturale, spirituale del popolo italiano".

I precedenti in Italia e Spagna. L'ultimo round dell'annosa polemica sui crocifissi a scuola si era chiuso a febbraio, quando una sentenza della Cassazione aveva annullato una condanna per interruzione di pubblico ufficio nei confronti del giudice Luigi Tosti, "colpevole" di aver rifiutato di celebrare udienze in un'aula dove era affisso un crocifisso. Fino al precedente che fece clamore del presidente dell'Unione musulmani d'Italia Adel Smith, protagonista di un episodio analogo e che ora commenta: "Sentenza inevitabile".

La questione non coinvolge solo il nostro Paese. Duri scontri tra Stato e vescovi sono avvenuti anche in Spagna nel novembre dello scorso anno, in seguito a una decisione di un giudice di Valladolid di far rimuovere tutti i simboli cattolici da una scuola.

fonte: Repubblica.it

mercoledì 28 ottobre 2009

ASSESSORA?


Assessora?

Caro Direttore
ogni tanto dalla Faenza dove vivo mantengo i contatti con gli amici di Ferrara e spesso lo faccio proprio grazie a Estense.com.
Oggi voglio esternare una reazione antifemminista (che non significa maschilista, anzi!), indotta dalla lettura di un manifesto dell’Associazione Femminile Maschile Plurale, celebrativo del centenario di Simone de Beauvoir.
Bene, nella presentazione della scaletta degli interventi si parla dell’assessora X e dell’assessora Y. Capisco bene che si vuole mettere in evidenza il ruolo femminile, ma questo scempio grammaticale e filologico secondo me non fa altro che mettere in evidenza e perpetrare il di là da venire riscatto della donna. Mai come in questo caso la forma è sostanza.
Perché stravolgere un sostantivo, che si riferisce alla condizione umana nel senso generico appunto di “homo” (indifferentemente maschio o femmina) e non necessariamente alle esclusive condizioni di “vir” o “foemina”?
Mi viene in mente l’amico Verri quando, rivolgendosi in consiglio provinciale alla collega Brunella Lugli con il termine “consigliere”, si è beccato una risentita reprimenda per non averla chiamata “consigliera”. Continuo a pensare che proprio in questo secondo caso avrebbe semmai davvero mancato di rispetto alla collega: inventarsi a tutti i costi un termine femminile che non esiste equivale infatti a mettere in evidenza una condizione di presunta marginalità o peggio il mantenimento di un ghetto.
Ma purtroppo in questi giorni assistiamo sempre più frequentemente a termini come ministra, avvocata, diacona e chissà dove andremo a finire. Passi per i cacofonici maestra o professoressa o dottoressa, invalsi nell’uso comune fin dalla notte dei tempi, ma ormai dovrebbe bastare.
Speriamo che l’affrancamento della donna proceda davvero speditamente, non ostante tutte le diavolerie che le femministe dure e pure escogitano per rallentarlo.

Ing. Aldo Scapoli

Fonte: estense.com